La storia


Ilarione di Gaza

histoire_san_hilarionPatriarca dei monaci di Palestina, sarebbe nato a Gaza verso il 295. La sua vita ci è conosciuta grazie alla “Vita Hilarionis” si san Girolamo. Dopo gli studi compiuti ad Alessandria d’Egitto, decise di condurre vita eremitica nei pressi della sua città di origine.

La sua crescente fama di santità provocò presto un continuo afflusso di pellegrini, al punto di costringerlo alla fuga! La seconda parte della sua vita è segnata dall’itineranza perpetua: prima in Egitto, poi in Sicilia e in Dalmazia e, in fine, a Cipro, dove muore verso il 371.

Il suo culto si è diffuso in Calabria con la venuta dei monaci “greci” nei secoli VIII – X. Dal sec. XVII è patrono principale di Caulonia. La sua festa è celebrata il 21 ottobre.

L’Eremo Sant’Ilarione

monastere_coteNon si sa quando fu fondato l’eremo, né chi lo fondò. Indagini archeologiche condotte dal prof. Francesco Cuteri fanno propendere per il periodo tardo bizantino o normanno. In origine si trattava probabilmente di un “katholikon”, ossia di una chiesetta monastica nella quale i monaci che vivevano nelle vicinanze si radunavano il sabato e la domenica.

Il primo documento che attesta l’esistenza dell’eremo risale al 1534. Sembra che a tale data non ci fosse più alcuna presenza monastica in loco.

La chiesetta e l’abitazioevequene adiacente furono parzialmente ricostruite nel 1627 da Carlo Carafa, vescovo di Aversa, nonché membro della famiglia dei marchesi di Castelvetere (l’odierna Caulonia) e principi della Roccella. Nel 1676 si stabilì al romitorio l’eremita siciliano Pietro Calisciuri. Ben presto radunò attorno a sé una piccola comunità molto fervente, che suscitò l’ammirazione del vescovo di Gerace, Ildefonso Del Tufo. Gli eremiti di Sant’Ilarione vivevano in estrema semplicità, pregando, lavorando, mendicando e praticando l’ospitalità. Gli ultimi furono fra’ Ilario(† 1935), fra’ Angelo († 1943?) e fra’ Leonardo che, lasciato l’eremo dopo l’alluvione del 1951, morì a Riace alla fine degli anni 70.
Durante gli ultimi decenni, l’eremo fu mantenuto in vita da un gruppo di fedeli cauloniesi particolarmente legati al loro santo.

Nel 2003, per volontà del vescovo Bregantini, il vecchio romitorio ha ritrovato la sua indole monastica.