La storia dell’eremo


L’eremo Sant’Ilarione

histoire_san_hilarion

 

monastere_coteNon si sa quando fu fondato l’eremo, né chi lo fondò. Indagini archeologiche condotte dal prof. Francesco Cuteri fanno propendere per il periodo tardo bizantino o normanno. In origine si trattava probabilmente di un “katholikon”, ossia di una chiesetta monastica nella quale i monaci che vivevano nelle vicinanze si radunavano il sabato e la domenica.

Il primo documento che attesta l’esistenza dell’eremo risale al 1534. Sembra che a tale data non ci fosse più alcuna presenza monastica in loco.

La chiesetta e l’abitazioevequene adiacente furono parzialmente ricostruite nel 1627 da Carlo Carafa, vescovo di Aversa, nonché membro della famiglia dei marchesi di Castelvetere (l’odierna Caulonia) e principi della Roccella. Nel 1676 si stabilì al romitorio l’eremita siciliano Pietro Calisciuri. Ben presto radunò attorno a sé una piccola comunità molto fervente, che suscitò l’ammirazione del vescovo di Gerace, Ildefonso Del Tufo. Gli eremiti di Sant’Ilarione vivevano in estrema semplicità, pregando, lavorando, mendicando e praticando l’ospitalità. Gli ultimi furono fra’ Ilario(† 1935), fra’ Angelo († 1943?) e fra’ Leonardo che, lasciato l’eremo dopo l’alluvione del 1951-52, morì a Riace alla fine degli anni 70.

Per vent’anni l’eremo fu affidato a una famiglia di contadini di San Nicola. Questi lasciarono il luogo dopo l’alluvione del 1972.
Dal 1972 al 2003, l’eremo fu mantenuto in vita da un gruppo di fedeli cauloniesi particolarmente legati al loro santo.

Nel 2003, con il mio arrivo per volontà del vescovo Giancarlo Maria Bregantini, il vecchio romitorio ha ritrovato la sua indole monastica.