Le fonti


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§1 «Il tuo volto, Signore, io cerco, non nascondermi il tuo volto» (Sal 27,8).

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“Tu mi hai sedotto, Signore, e mi sono lasciato sedurre» (Ger 20,7).”

Per vie impreviste il Signore ti ha condotto finora e non sai dove porterà i tuoi passi.

Pertanto sei invitato ad entrare in una sempre più grande fiducia in lui, chiedendogli di illuminarti e condurti sul retto sentiero.

La ricerca di Dio

 

lecture§ 2 Fin dall’eternità sei stato voluto per essere figlio nel Figlio a gloria di Dio Padre, per opera dello Spirito Santo. Prima che tu lo cercassi, Dio ti ha amato. Non hai scelto tu ma sei stato scelto come i tuoi fratelli e sorelle «perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga» (Gv 15,16).

§ 3 «Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo» (Gv 17,3). Contempla la bellezza del Signore nelle cose che ha create. Contemplalo soprattutto nel volto delle donne e degli uomini che ha creato a sua immagine e somiglianza.
Riconoscilo in ciascuno di loro, soprattutto nei piccoli e nei poveri. Fa eucaristia di ogni suo dono.

fougeres§ 4 Contempla l’agire del Signore nella memoria delle sue alleanze con l’umanità, nella meditazione della sua presenza sempre attiva nel seno della storia che conduce al suo compimento attraverso le sue ferite.
Riconoscilo in Gesù di Nazaret, il Cristo, alfa e omega della storia, perché «in lui Dio ci ha scelti prima della fondazione del mondo per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci ad essere i suoi figli adottivi» (Ef 1,4).

§ 5 Contempla l’azione del suo Spirito nella comunità radunata dal suo Figlio Gesù Cristo. Riconoscilo nella preghiera e nella comunità dei fratelli e sorelle. Cerca la sua volontà nell’obbedienza a coloro che ha scelto come pastori del suo popolo. Offri giorno dopo giorno il doppio sacrificio della lode e del lavoro del popolo santo, regale e sacerdotale.

§ 6 «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo». Studia, medita, prega, ama e metti in pratica la sua Parola. Essa ti dona di scoprire il suo volto nel creato, nella storia, nella comunità dei credenti, e attesta la sua vivente presenza nei segni sacramentali.

croix_fleurs§ 7 Contempla l’azione del suo Spirito nel battesimo, sacramento che ci configura a Cristo morto per i nostri peccati e risuscitato per donarci la vita stessa di Dio. Contemplalo nell’Eucaristia, dono che ci fa di lui, Dio Uno e Trino, anticipando la trasfigurazione di tutto il creato ed introducendoci nel vortice del suo amore. Riconosci giorno dopo giorno l’infinita misericordia di Dio manifestata in particolar modo nel sacramento della Riconciliazione.

Celebrare

§ 8 «Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all’assemblea» (Sal 22,23). Sei chiamato a celebrare la divina presenza con l’adorazione, la lode e il ringraziamento. Sei chiamato in particolar modo a celebrare la sua presenza nel “sacramento” dell’amicizia.

 

§ 9 Lasciati introdurre dallo Spirito nel mistero della compassione di Dio per tutte le sue creature, nell’intercessione del Figlio per l’unità delle chiese e la costruzione del Regno di giustizia e di pace. Lo Spirito ispiri il tuo desiderio di dialogo con gli uomini e le donne d’ogni religione e con tutte le persone de buona volontà.

§ 10 Sii creativo con discrezione. La liturgia sia sempre luogo della festa e del perdono offerti da Dio alla sua comunità.

Condividere: povertà, obbedienza e castità

assemblee§ 11 Sei chiamato a condividere i doni che il Signore ti ha fatto. Tutto hai ricevuto da lui; come potresti tenerlo per te? La prima cosa che condividerai con coloro che incontri è la tua sete di Dio, il tuo bisogno di lui: la tua povertà.

§ 12 La tua solitudine, la tua marginalità, il tuo essere servo inutile” siano segni della gratuità del Dono di Dio, comunione alla Passione di Cristo. Tutto dica la nostra essenziale nudità: la preghiera continua, la semplicità di vita, il lavoro (manuale e intellettuale) che ci guadagna il pane quotidiano, il silenzio e i gesti d’affetto.

§ 13 Ricordati che nulla è tuo perché tutto hai ricevuto. Né i luoghi ti appartengono, che ricevi come bene prezioso dalle generazioni passate e che sei chiamato a consegnare alle generazioni future, né il tempo, che è di Dio e dei fratelli.

§ 14 Privilegia sempre i mezzi semplici nella fiducia che a tutto Dio provvede. Nella tenta¬zione continua di trasformare anche “le pietre in pane” fino al massimo dell’accumulo e del profitto aggressivo, la tua semplicità di vita dica che non è la ricchezza a guarire i mali della miseria ma, ad esempio di Gesù povero, la condivisione gioiosa e la pace frutto della giustizia.

§ 15 La tua povertà sia bella e sorridente, abbandono filiale alla provvidenza di Dio, Padre dal grembo materno.

§ 16 La seconda cosa che condividerai è l’ascolto riconoscente della Divina Presenza, ossia la tua obbedienza, specialmente la meraviglia che provi per i cammini della grazia nei cuori.

bougeoire§ 17 Tutto sia compiuto nella sottomissione alla volontà di Dio manifestata all’intimo del tuo cuore nella meditazione della sua Parola, nelle vicende della storia, nei bisogni dei fratelli, nelle richieste dei pastori.

§ 18 La terza cosa che condividerai, ed essa raccoglie le due prime, è l’amicizia di Dio, beatitudine dei puri di cuore: castità. L’amicizia che ti unisce a tanti uomini e donne riveli sempre Dio quale fonte d’ogni amore, in tutta verità, trasparenza e umiltà di cuore. Abbi la passione dell’unità di tutta la famiglia umana.

§ 19 Per la “Parola fatta carne” in Gesù celibe, scegli il celibato ricordando visibilmente, anche con l’uso del tuo corpo e dei tuoi sentimenti e affetti, il cammino dell’essenzialità e della radicalità per il Regno, lasciando sempre trasfigurare questa tua realtà dallo Spirito che tutto fa fiorire in Dio.

Accogliere

§ 20 Per condividere è necessario accogliere e lasciarsi accogliere, in particolar modo dagli ultimi. A tutti offri il pane della Parola di Dio. Offri un cuore orante e fraterno che sappia introdurre altri nell’intimità della beatissima Trinità. Offri un luogo e una liturgia la cui bellezza sia segno di pace. Offri il silenzio. Offri di partecipare al lavoro quotidiano, segno e strumento della nostra responsabilità sul creato che Dio ci ha affidato.

 

carmela§ 21 Accogliere è sempre accogliere l’altro nella sua irriducibilità. Questo significa fare spazio all’ignoto, a Dio che si rivela sotto le specie dello straniero. Farsi accogliere è sempre penetrare nell’ignoto, nello spazio sacro dove si rivela Iddio. Ogni incontro è sempre l’incontro di due misteri abitati dall’unico mistero divino. Perciò, da ogni incontro autentico scaturiscono il Magnificat , il Benedictus e il Nunc Dimitis.

§ 22 Per chi non conosce Dio, o lo conosce poco e male, per chi vuole conoscerlo sempre di più, l’accoglienza fraterna, la condivisione della preghiera, del lavoro e dei momenti di incontro, la custodia del silenzio e della bellezza dei luoghi, il rispetto delle regole che comandano tempi e spazi costituiscono altrettanti possibili cammini d’interiorità e di fede. Custodisci fedelmente questi strumenti dell’incontro con Dio che ti sono stati affidati.

Sperare

fenetre§ 23 Soltanto il Signore ti dona di sperare la realizzazione del suo Regno di giustizia e di pace. Giorno dopo giorno, nella sua memoria, egli ti conformi alla sua Eucaristia e faccia di te pane spezzato e vino della nuova ed eterna alleanza.

 

§ 24 Ricordandoti sempre che «se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori», costruisci una casa aperta di cui Dio sia il cuore.

toit§ 25 Costruisci rapporti di pace, aspettando secondo la sua promessa «nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia». Cerca innanzi tutto il suo Regno e la sua Giustizia, sapendo che il resto da lui sarà dato.

§ 26 La nostra solitudine è «essenziale» quanto il nostro essere in relazione. La solitudine mette alla prova la saldezza del tuo desiderio (voto) di cercare e compiere la volontà di Dio.

§ 27 Seppure rispondendo ad un bisogno intimo del cuore umano, la comunità non è «dovuta»: Essa è pura grazia di Dio. Se e quando Dio vorrà ti saranno dati dei fratelli e delle sorelle, assieme a loro e sotto la guida del vescovo discernerai la regola da seguire.

§ 28 Riserva tempi e luoghi a Dio solo. Questo implica una certa distanza «fisica» e un ritmo di vita che definisce i momenti della preghiera personale e comune, della lectio divina, del lavoro e dell’accoglienza, senza mai nulla anteporre alla carità

§ 29 Dona spazio e tempo all’altro e agli altri perché possano riconoscere Dio nelle loro vite. Questo implica che la distanza «fisica» non sia eccessiva, che il ritmo della giornata tenga conto della vita concreta degli uomini e delle donne d’oggi e dei bisogni delle persone accolte.

Inserimento in una tradizione e attenzione ai segni dei tempi

§ 30 In un mondo segnato da profondi cambiamenti sociali esodo rurale, urbanizzazione, globalizzazione e ferito dall’ingiustizia e dalla violenza, coltiva, con discernimento, le radici spirituali del popolo in mezzo al quale sei chiamato a vivere. Ama questo popolo, ascoltandolo per restituirgli, come in uno specchio, la sua bellezza ed annunciandogli la buona notizia della misericordia di Dio.

Conclusione

§ 31 Ricordati che la legge è soltanto un pedagogo! Essa non salva. Soltanto la fede salva, fede che è abbandono fiducioso alla misericordia del Padre mediante il Figlio nello Spirito.

Eremo Sant’Ilarione, 2003-2006